9 verbi per prenderti cura di te e rimettere al centro il tuo benessere

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Indice

La vita ha l’abitudine di riservarci imprevisti. E ancora una volta lo ha fatto.

Non abbiamo fatto in tempo a ripartire che tutto si riferma.

Ancora una volta.

La nostra vita è cambiata e insieme a essa l’approccio alle situazioni, al lavoro, alle persone. E sta cambiando ancora una volta.

Sono passati molti mesi, e si sono susseguiti tanti suggerimenti, pillole, notizie. Come ripartire, come rimanere produttivi a casa, come gestire questi salotti virtuali, gli impegni e così via.

Ancora in smart working. Ogni mattina prendi posto alla tua nuova scrivania, e fai i conti con le pareti domestiche, con la tazzina di caffè lasciata lì dalla sera prima e con quel senso di solitudine che pesa come un macigno.

Non l’avresti mai detto, ma desideri tornare in ufficio.

In questo momento dobbiamo fare i conti con qualcosa di diverso dal capire come essere concentrati e produttivi. Dobbiamo fare i conti con un senso di disconnessione, di lontananza e di disorientamento. Non è più un tema di produttività o non soltanto.

Videoriunioni infinite, call una dietro l’altra, colleghi lontani, capi assorbiti dalle tante responsabilità, mancanza di movimento. L’elenco potrebbe essere lunghissimo. Mentre continui in smart working, sempre più working e sempre meno smart.

Stai vivendo anche tu un paradosso, più sei connesso più ti senti solo.

Lo so, è difficile mantenere alto l’umore e il benessere quando lavori dalle 8 alle 20 senza contare tutto il resto.

L’equilibrio tra vita e lavoro è in continuo cambiamento e va ricalibrato tendendo conto di tutto quello che accade intorno a te.

Ti propongo 9 verbi, che raccontano 9 azioni per affrontare al meglio tutto questo.

Mappare

Smetti di fare voli pindarici con la tua mente. Tua è la mente e tuoi i pensieri. Puoi riprenderne il controllo. Il primo verbo è mappare. La prima azione è mappare come questa crisi ti sta condizionando. Concretamente.

Ci sono degli indicatori per tenere sott’occhio il tuo livello di stress:

  • Emozioni: monitora quali sono le emozioni che provi in modo più ricorrente
  • Comportamenti: osserva il tuo comportamento
  • Pensieri: riconosci i pensieri che accompagnano le tue giornate
  • Differenze: individua cosa sta cambiando
  • Relazioni: valuta il livello di salute delle tue relazioni

Questi indicatori coprono gli aspetti principali della tua vita. Il punto cruciale è riconoscere i cambiamenti che stanno avvenendo. Cosa cambia nel tuo modo di pensare, agire etc. Le abitudini guidano il nostro modo di fare e di essere e quando siamo costretti a cambiarle il livello di stress aumenta.

Riconoscere

Il rito di entrare in ufficio ogni giorno, di incontrare i colleghi, il capo, di avere la propria postazione, contribuisce alla sensazione di fornire valore, di essere parte di qualcosa di più grande e di avere la sicurezza del lavoro. La sua assenza può instillare una preoccupazione inconscia di essere “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”, generando insicurezze e ansie su quanto tu sia importante e quanto il tuo contributo sia riconosciuto.

Ed è qui che scatta la trappola: per eliminare questa sensazione è facile che inizi a lavorare di più, inconsapevolmente. Orari di lavoro più lunghi, senza traffico, senza tempi morti, senza pause e senza mai alzarti dalla tua sedia. Dalle 8 alle 20, nella migliore delle ipotesi.

Dover lasciare l’ufficio la sera rappresentava il confine tra lavoro e vita privata, lasciando tutti gli oneri lavorativi fuori dalla porta. Adesso questo confine è scomparso.

E continuando così senza pause, senza prenderti i tuoi tempi, questa situazione può compromettere il tuo benessere e generarti stress.

Riconosci la trappola.

Riconosci il tuo valore.

Sei molto di più dei tuoi riti.

Ascoltare

Non parole, non rumori, non voci.

Ascolta il tuo corpo.

Il tuo corpo parla, racconta, e spesso urla quando la mente decide di non voler ascoltare.

Abbiamo la tendenza a ricordarci che esiste solo quando c’è qualcosa che non va, qualche ingranaggio che non gira come dovrebbe.

Cosa accade al tuo corpo quando stai tutte quelle ore davanti al pc, chiuso nella tua bolla del “fare preoccupato”?

Prova a percepire il peso che ti senti addosso dopo la tua giornata di lavoro, cerca di individuare in quale parte del corpo si manifesta. Schiena, collo, gambe, piedi, polsi…?

Presta attenzione al tuo corpo, è il messaggero più sincero.

Quando parliamo di stress, spesso mettiamo insieme cose diverse:

  • Sovraffaticamento: dovuto al lavoro eccessivo
  • Senso di angoscia: legato a emozioni non riconosciute e rimaste inespresse
  • Stress: una scarica di adrenalina e cortisolo che ti aiutano a rispondere a una situazione imprevista, eccezionale o di emergenza.

Esiste uno stress buono, che ti serve perché ti aiuta ad affrontare situazioni straordinarie, fuori dal comune.

Lo stress cattivo ti logora. Quando ti trovi costantemente ad affrontare ritmi intensi, grandi responsabilità, quando da quello che stai facendo dipende il tuo lavoro o il tuo futuro… ecco, in questi casi la produzione di adrenalina e cortisolo diventa troppo elevata rispetto a quella che ti serve. E così reagire in modo adeguato alle situazioni quotidiane diventa praticamente impossibile.

Ascolta il tuo corpo per riconoscere se il tuo stress è alleato o nemico.

Immaginare

Siediti o sdraiati, chiudi gli occhi, ripercorri tutto il corpo. Sentilo dal basso verso l’alto: piedi, caviglie, ginocchia, bacino, petto, braccia, mani, schiena, collo, testa.

Presta attenzione al tuo respiro, inspira dal naso ed espira dalla bocca. Focalizzati sulla tua fronte.

Visualizza il cielo sopra la tua testa che ora è offuscato da nuvole che rappresentano le tue preoccupazioni e le tue paure.

Inspira visualizzando il sole al di là delle nuvole, poi espira immaginando che il tuo soffio sia un vento forte che porta via progressivamente le nuvole dal tuo cielo.

Rimani lì ancora per qualche minuto a visualizzare il vento che soffia, a goderti il cielo limpido sopra la tua testa. Immagina di inspirare la luce e poi di espirare, diffondendola in tutto il tuo corpo e intorno a te.

Ripeti più volte questo esercizio e più volte ancora ogni volta che senti che la misura è colma.

Disegnare

Prendi un foglio e disegna due grandi circonferenze uno sopra e l’altro sotto. Osserva i due cerchi che hai disegnato e ripensando alla situazione che stai vivendo. Scrivi nella circonferenza in alto tutto quello che dipende da te. In quella in basso scrivi tutto quello su cui non hai nessun potere. Nel farlo cerca di essere il più concreto possibile.

Questo esercizio ti permette di passare dal preoccuparti all’occuparti valutando se puoi fare qualcosa circa quello che ti genera preoccupazione e a limitarla.

Il cerchio in alto è la sfera della tua libertà, definisce il tuo potere di azione e ti consente di individuare quelle cose su cui puoi incidere.

Il cerchio in basso è la sfera dei tuoi vincoli che individua quelle cose su cui non puoi incidere.

A questo punto sei pronto a sfidarti e prendere il controllo di te stesso:

  • lavorando sugli aspetti che hai inserito nella tua sfera della libertà
  • accettando gli aspetti che hai inserito nella tua sfera dei vincoli

Ordinare

Non ti piace come sono oggi le tue giornate ma come vuoi che siano?

Un passaggio fondamentale per riprendere in mano le tue giornate è fare ordine.

Quando vai a fare la spesa sei solito fare una lista, vai al ristorante e consulti il menù, vai in vacanza e scegli che cosa mettere in valigia in funzione del posto in cui andrai.

Lo stesso vale per le tue giornate. La prima cosa da fare è individuare come vuoi che siano. Prenditi un istante per fare la lista delle cose che vorresti nelle tue giornate. Questo ti aiuterà a riprogrammare la tua agenda e a tenere a bada i demoni della preoccupazione.

Disciplinare

Definisci nuove regole.

I demoni del “fare preoccupato” sono in agguato ogni giorno e impostare nuove regole può aiutarti ad evitare le insidie di ritmi ininterrotti e delle aspettative non chiare, mentre impari a navigare questa situazione lavorativa e personale.

  1. Cerca di stabilire finestre in cui, da un lato, puoi concentrarti sul lavoro senza essere disturbato e dall’altro puoi prenderti tempo per ricaricarti. Così come pianifichi i tuoi appuntamenti, i tuoi impegni, le tue call, metti in agenda le tue pause. Fai in modo di avere delle interruzioni dal lavoro ogni due ore al massimo. Alzati, sgranchisciti le gambe, dedicati anche solo per qualche minuto, a cose piacevoli per te.
  2. Stabilisci un orario massimo entro cui smettere di lavorare, chiudere tutto e “timbrare il cartellino”. Metti una sveglia sul tuo pc che te lo ricordi.
  3. Vai a letto presto (e te lo dice un nottambulo doc). Il ciclo di riposo sarà compiuto e al mattino sarai più fresco, disponibile e pronto.
  4. Condividi le attività in casa, se possibile, per ripartire le responsabilità delle cose da fare, le faccende domestiche, portare a spasso il cane, fare la spesa. Nuove regole che per la tua vita privata, per intenderci.
  5. Renditi prevedibile con le persone a te più vicine. Condividi con loro quello che farai, il fatto che ti prenderai cura di te. Amici, familiari o colleghi che siano, in modo da rendere noti i tuoi nuovi confini, anche digitali. Fino a che ora utilizzerai whatsapp per comunicazioni di lavoro, a che ora leggerai l’ultima mail, a che ora ti disconnetterai. Così ti prenderai cura anche di loro e dei loro confini.
  6. Utilizza consapevolmente il tuo smartphone. Il tuo telefono è la tua finestra sul mondo. Bello, entusiasmante, ma anche attivante. Quindi è importante darti il permesso di disconnetterti come faresti durante una normale giornata di lavoro.

Non sai con precisione fino a quando rimarrai a lavorare da casa. Per farlo in modo sostenibile per i mesi a venire, è necessario avere delle aspettative diverse verso te stesso. Se sarai intenzionale e consapevole nelle tue interazioni con i tuoi strumenti, professionalmente e personalmente parlando, ridurrai enormemente l’impatto che questa esperienza di lavoro da casa ha sulla tua vita.

Liberare

Liberati dal senso di colpa.

Quante volte si è presentato negli ultimi mesi! In tutte le sue forme possibili: la sensazione di non fare abbastanza, di non lavorare abbastanza, di non dedicare abbastanza tempo alla tua famiglia, di non essere abbastanza in tutti i sensi, sia come produttività a lavoro, che come persona a casa.

Il senso di colpa, faticoso e doloroso, può compromettere il tuo benessere psicofisico.

A volte si presenta perché c’è qualcosa che non è andata come volevi, e in questo caso è funzionale: è il tuo guardiano interno che ti aiuta a fare bene, a rispettare le regole e a non nuocere agli altri.

Ma poi c’è lui, il senso di colpa incondizionato che si presenta quando non hai fatto nulla di male.

Impegnati nel riconoscere quando il senso di colpa è giustificato e quando non lo è.

Ovviamente, se cerchi un motivo per sentirti in colpa, lo troverai. Ci sono talmente tante regole che un motivo per rimproverarti ci sarà di sicuro.

Ma a cosa ti serve?

Il senso di colpa si presenta, il più delle volte, quando pensi di rendere qualcuno infelice o insoddisfatto con le tue azioni, a causa tua. E così inizi ad affliggerti e limitarti.

Non farti intrappolare dai sensi di colpa, individuali e smontali pezzo dopo pezzo e per farlo prova a chiederti:

  • In quali situazione ti senti in colpa?
  • Rispetto a chi provi questo senso di colpa?
  • Cosa ti dicono queste persone, quali frasi pronunciano?
  • Sei tu a renderle realmente infelici o insoddisfatte?

Nessuno può attribuirti la colpa se tu non te la prendi. Se c’è qualcuno che lo fa, vuol dire che permetti di farlo.

Quando senti che il senso di colpa affiora, o qualcuno dice una frase colpevolizzante, ripeti questo mantra: “non sono io a rendere infelice gli altri”.

Quando ti colpevolizzi limiti la tua libertà di pensare, provare e agire.

Ballare

Hai capito bene. Nessuna interpretazione. Ballare.

Riconquista il piacere delle cose e dello stare bene. Scegli la musica che più ti piace, alza il volume e balla. Se hai persone in casa coinvolgi anche loro. Il movimento e il divertimento che ne deriveranno ti aiuteranno a vedere che c’è il blu oltre le nuvole.

Io ho stabilito le mie nuove regole per prendermi più cura del mio benessere.

E tu… quando inizi?

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Luigi Poto

Con questo blog voglio parlare al “potenziale” che è dentro di te: il lavoro che svolgo ha lo scopo di supportarti, di stimolarti e, allo stesso tempo, di darti uno schiaffo sulla faccia. Uno schiaffo che sappia di cura, di gentilezza, di cambiamento. Uno schiaffo che sappia di risveglio. Come quando la mattina apri gli occhi e inizi a guardare il mondo intorno a te e dentro di te con nuovi occhi.

Ecco l'ebook per te

In questo workbook apprenderai come utilizzando i tuoi per ripartire dalle cose importanti, dalla riscoperta delle tue risorse interne, dalla valorizzazione delle tue attitudini.

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