Emozioni: 6 cose da sapere e 3 strategie di autoconsapevolezza

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Indice

Salgo a bordo, lascio il valigione grande e pesantissimo e finalmente mi siedo.
Sono su un treno, destinazione Roma, e ho appena finito una giornata di formazione dedicata all’intelligenza emotiva.
Sono stanco, sfinito.
Per me l’aula è un’occasione di interazione, di scambio e di energia. Ma come tutte le interazioni, arriva il momento del ritiro e del recupero delle forze.
Quando si parla di intelligenza emotiva si parla di emozioni. Per tutto il giorno il tema è stato questo, abbiamo condiviso esperienze, opinioni e strumenti per utilizzarle nel modo migliore.
E allora, seduto qui, nel mio posto sul treno mi è venuto spontaneo chiedermi: come stai adesso?
Si, mi do del tu!
La prima risposta è stata “stanco”. Ma sento che non è tutto qui, c’è altro.
Mi chiedo ancora: cosa stai provando ora?
Le emozioni sono soddisfazione, piacere, gioia.

Quanto spesso ti chiedi come stai?
Quando è stata l’ultima volta che ti sei chiesto: cosa provo?

Le emozioni sono un patrimonio di inestimabile valore che hai a disposizione per valutare il tuo livello di benessere psicofisico, il tuo senso di realizzazione e la direzione della tua vita.

Ma partiamo dall’inizio.

Per molto tempo si è pensato alle emozioni come qualcosa di negativo, qualcosa da nascondere e non esternare. Molti di noi sono stati educati a non esprimerle perché “non va bene, non si fa”. Un modo di dire comune è “sei troppo emotivo”.

In realtà, le emozioni sono fonti d’informazione preziose su cosa ti sta accadendo e come stai funzionando.
Riflettere sulle emozioni, sul tuo modo di reagire quando provi certe emozioni, ti permette di comprendere aspetti fondamentali di te stesso.

Troverai qui una sintesi dei 6 aspetti importanti da tenere a mente quando si parla di emozioni:

1) Le emozioni sono reazioni chimiche

Prima di andare avanti vale la pena soffermarsi sull’origine neurobiologica delle emozioni.
Lo sappiamo, il cervello è una macchina potentissima che governa innumerevoli processi, compresi quelli relativi alle reazioni emotive. Alla base delle emozioni ci sono dei meccanismi cerebrali sofisticatissimi.

Le emozioni sono reazioni chimiche che avvengono nel tuo cervello.

Tutti noi proviamo emozioni continuamente e questo vale anche per te. Queste reazioni sono la risposta agli eventi che avvengono intorno a te.
Il sistema limbico è quella parte del cervello che interviene in molti processi che attengono alla motivazione, alla memoria e nell’apprendimento, all’elaborare gli input che arrivano dal mondo esterno e gioca un ruolo centrale nei processi emotivi.
Il sistema limbico si compone di diverse parti tra cui l’ipotalamo, l’amigdala e l’ippocampo che sono coinvolti nel comportamento emozionale.

Candance B. Pert parla di molecole delle emozioni. Le emozioni sono dei neuropeptidi, vale a dire neurotrasmettitori che hanno il compito di trasportare i segnali emotivi nel nostro corpo. Queste reazioni chimiche sono prodotte continuamente nel nostro cervello all’interno dell’ipotalamo. Le molecole delle emozioni circolano nel nostro cervello e nel nostro corpo.
L’ippocampo è l’organo del cervello che determina su cosa concentrare la nostra attenzione. Le emozioni intervengono e condizionano l’ippocampo.

Quindi a secondo dell’emozione che provi, presti attenzione ad alcuni aspetti della realtà piuttosto che ad altri. Questo meccanismo ti è di grande aiuto in quanto ti permette di attivare una risposta a quello che sta accadendo e ti permette di restare lontano dai pericoli.
Immagina di arrivare in treno di notte fonda nella stazione di una città che non conosci, uscendo ti rendi conto che è deserta tranne vedere delle persone in lontananza che valuti come poco affidabili. Provi paura e questo ti porta a prestare attenzione e ad allontanarti nell’altra direzione. La paura ti permette di evitare il pericolo.

2) I 3 livelli di attivazione

Le emozioni producono reazioni a tre livelli:

  • organico: fisiologicamente accade qualcosa nel tuo corpo come già detto, cambia il battito cardiaco, il respiro, la pressione etc.
  • psicologico: le emozioni condizionano il modo in cui osservi e valuti le cose
  • comportamentale: tutto ciò condiziona il modo in cui comunichi (volume, tono, velocità etc.) e il modo in cui ti comporti

3) Stesse situazioni, reazioni differenti

Il processo descritto finora ti accomuna a tutti gli altri esseri umani ma quello che ti distingue da tutti gli altri è il modo in cui interpreti le tue emozioni e l’intensità.

Hai mai fatto caso che in situazioni simili, ciascuno reagisce in modo diverso?
Marshall Rosemberg, in “le sorprendenti funzioni della rabbia”, sostiene che questo è dovuto principalmente a 3 fattori:

  • il modo in cui siamo stati educati che incide sul modo in cui pensiamo
  • le modalità e le strategie che abbiamo appreso e sperimentato per influenzare noi stessi e gli altri
  • il linguaggio che utilizziamo e che deriva dal linguaggio che ci è stato insegnato

Questi fattori influiscono in modo determinante sul tuo modo di rispondere a quello che accade intorno perché ti portano a interpretare gli eventi in modo personale e unico. L’educazione che ha ricevuto e le tue esperienze influenzano il tuo modo di leggere la realtà.

4) Distingui lo stimolo con la causa

Da che cosa è determinato il tuo modo di rispondere a quello che ti accade?

Lo stimolo delle tue emozioni è quello che ti accade intorno, la causa sei tu.
L’origine delle tue emozioni è in te, è collegata al modo in cui interpreti le cose che accadono. Le interpretazioni che fai condizionano i tuoi comportamenti.
Ti faccio degli esempi:

  • hai inviato una mail al tuo capo per chiedere l’approvazione delle tue ferie. Sei arrabbiato perché è passata una settimana e non hai ricevuto risposta. E’ possibile che la lettura che fai di quello che è accaduto è che non ha rispetto di te.
  • Provi irritazione verso una collega perché la mattina arriva e non ti saluta, valuti questo comportamento come una mancanza di educazione nei tuoi confronti.
  • Un amico declina, per due volte, i tuoi inviti di andare a bere qualcosa e provi tristezza perché la reputi una mancanza di considerazione.

In questi esempi è l’interpretazione che fai, di quello che accade, che genera la tue emozioni.

Le emozioni condizionano molti aspetti della tua vita perché condizionano il modo in cui osservi le cose e agisci. Quando cambiano le emozioni cambia il modo di percepire la realtà intorno a te. Ti sarà capitato di reagire in modo diverso a degli eventi in base al tuo umore. Ecco questo è quello che intendo.

5) Le emozioni raccontano bisogni

Dietro a ogni emozione che provi ci sono dei bisogni.
Provi emozioni piacevoli quando i tuoi bisogni sono in tutto o in parte soddisfatti. Provi emozioni spiacevoli quando i tuoi bisogni sono in tutto o in parte insoddisfatti.

Come vedi parlo di emozioni piacevoli o spiacevoli e non positive o negative.
Perché?
Tutte hanno una funzione. Tutte ti dicono cosa ti sta succedendo, come stai lo stai leggendo e qual è il tuo bisogno.

6) L’intensità delle emozioni

Le emozioni hanno una diversa intensità.
Siamo più facilmente portati a riconoscere quelle più intense e con più difficoltà quelle a più bassa intensità. Possiamo utilizzare metaforicamente un termometro per misurarla:

  • quando l’intensità è molto bassa la situazione ti condiziona poco, ti è quasi indifferente.
  • quando l’intensità è bassa, rilevi che qualcosa accade ma riesci a gestirle.
  • quando l’intensità è alta, l’impatto su di te è forte, condizionano la tua risposta.
  • quando l’intensità è altissima intensità, boom, non riesci a controllarti.

Adesso hai un quadro più ampio sulle emozioni e cosa ti accade fisiologicamente quando entrano in campo.

3 strategie di autoconsapevolezza

Il primo passo per comportanti in modo consapevole è essere consapevole di quello che provi.

Acquisire consapevolezza non vuol dire soltanto sapere cosa ti piace mangiare, quali sono i tuoi luoghi preferiti, qual è il tuo colore, se sei mattiniero o nottambulo ma è qualcosa di più profondo.

È importante avere chiarezza di tutta la gamma delle emozioni che provi, sia piacevoli che spiacevoli. Se non ti alleni a riconoscerle, in qualche modo si presentano e si manifestano e lo fanno in modo inaspettato e indesiderato.

Adesso ti propongo 3 semplici strategie sa utilizzare per rafforzare la tua consapevolezza emotiva.

  1. Sospendi il giudizio:
    non classificare le emozioni come belle o brutte, positive o negative, buone o cattive.
    Tutti noi siamo portati a considerare emozioni come rabbia, paura, senso di colpa, frustrazione, come negative e spesso tendiamo a nascorderle e ignorarle. Le giudichiamo, le classifichiamo e attiviamo la nostra strategia per reprimerle
    Se anche tu adotti questo modo di classificare le emozioni, ti perdi l’opportunità di comprendere cosa ti stanno dicendo.
    Quando riesci a comprendere con precisione cosa provi, riesci con più facilità a comprendere cosa le provoca.
    Quindi smetti di mettere etichette rapide alle tue emozioni e dagli un nome preciso, arrivano per comunicarti qualcosa di importante per te.
  2. Presta attenzione a che cosa accade al tuo corpo.
    Hai 2 modi per comprende cosa provi. Un modalità più cognitiva e razionale, chiedendoti cosa stai provando. Oppure prestare attenzione a cosa accade al tuo corpo. Come dicevamo, le emozioni sono reazioni chimiche che corrono nel tuo corpo. Un modo efficace per monitorarti da un punto di vista emotivo è riconoscere i cambiamenti fisici che intervengono non appena sorgono. Quindi chiudi occhi, passa in rassegna le varie parti del tuo corpo e identifica quale attira la tua attenzione. Il corpo sa quello che la mente non sa di sapere.
  3. Riconosci l’intensità delle tue emozioni
    Joshua Freedman, nel libro “Intelligenza emotiva al cuore della performance”, propone una griglia per allenarsi a classificare quello che provi e imparare a riconoscere sempre di più le emozioni.
    Sull’asse delle ascisse viene riportata la dimensione dell’intensità, quanto l’emozione è intensa, e sull’asse delle ordinate la piacevolezza, quanto è piacevole. Combinando queste due dimensioni si individuano 4 quadranti.

Un buon metodo per iniziare l’allenamento nel riconoscere quello che provi è fare una mappa delle emozioni e distribuirle nei 4 quadranti.
Non sottovalutare le emozioni, possono cambiarti la vita.

Io sono ancora sul treno e dopo aver scritto questo articolo, mi è ancora più chiaro che le emozioni che provo mi dicono che faccio un lavoro che ho sognato, scelto e costruito. Non lo cambierei per nulla.

E adesso buon viaggio.

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Luigi Poto

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