Il Paradosso di Salomone: la strategia dell’osservatore per prendere decisioni più sagge

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Indice

Ti è mai capitato di avere la soluzione a portata di mano quando un amico o un’amica ti hanno chiesto un consiglio?
Ti è mai capitato di vedere in modo chiaro che cosa stava succedendo?
Hai capito subito qual era il vicolo cieco in cui la persona si trovava e cosa doveva fare per uscirne?

E magari ti ritrovi ogni tanto a pensare “ah se avessi la stessa chiarezza quando mi trovo a prendere le mie decisioni”.

Accade a te quello che accade anche ad altri, me compreso: vedere, analizzare e decidere più saggiamente sulle problematiche degli altri che sulle proprie.

Lo avevi mai considerato?

La saggezza di re Salomone

Hai mai sentito la sua storia?
Salomone fu il terzo re di Israele noto per la sua grande saggezza di cui si trova traccia anche nella Bibbia. Le persone percorrevano lunghe distanze da tutte le parti del regno soltanto per chiedere il suo consiglio.
Peccato che poi nella sua vita privata accadesse tutt’altro. Le decisioni che riguardavano la sua sfera personale non erano così sagge come ti saresti aspettato. Amava le donne e i soldi e non si prendeva molta cura dell’educazione del figlio. Questo porto piano piano alla rovina del regno.

Da qui deriva il nome, il paradosso di Salomone. Molto saggio quando si trattava di dare consigli agli altri, ma per nulla quando si trattava di sé.

Una ricerca pubblicata su Psychological Science, di Igor Grossmann e Ethan Kross, conferma che assumere una posizione di distacco può aiutare ad adottare uno stile di pensiero più saggio.

In una serie di tre esperimenti, i partecipanti hanno mostrato un ragionamento più saggio, rispetto a degli standard codificati in precedenza, sui problemi di un’altra persona rispetto a quanto non abbiano fatto sui problemi propri. Inoltre gli esperimenti hanno evidenziato che dando indicazioni ai partecipanti su come adottare una sorta di auto-distanziamento questa asimmetria veniva eliminata

Anche tu senti di essere più saggio quando rifletti sui problemi degli altri piuttosto che sui tuoi?

Cosa ostacola la tua saggezza

Quando sei direttamente coinvolto in una situazione e ti trovi a dover trovare una soluzione e trovare una strada per uscirne, succede che non sei da solo. Hai qualcosa che ti fa compagnia, le emozioni.
Ho già affrontato in un precedente articolo (Emozioni: 6 cose da sapere e 3 strategie di autoconsapevolezza) il tema delle emozioni, di come funzionano e come condizionano il nostro cervello.

Quando ti trovi ad affrontare un problema, probabilmente provi emozioni spiacevoli come rabbia, frustrazione, irritazione, tristezza e così via. Queste emozioni sono come una velo che si frappone tra te e il mondo, condizionando il modo in cui osservi quello che ti sta accadendo. Inevitabilmente le scelte che fai ne sono condizionate.
Quando le emozioni sono intense e si ripresentano con una certa frequenza la tua lucidità ne risente.

La ricerca

La ricerca di Grossmann dimostra che le persone sono più sagge quando gli si chiede di ragionare su questioni che riguardano gli altri. Questo avviene perché la distanza personale permette di ragionare in modo più oggettivo.
I risultati evidenziano anche il ruolo svolto dall’auto-distanziamento nel consentire alle persone di superare il gap che caratterizza questa abilità. Vedremo dopo come metterlo in pratica.

Per testare questa ipotesi i ricercatori coinvolsero degli studenti dell’università del Michigan che stavano vivendo una relazione sentimentale duratura. I partecipanti furono divisi in 2 gruppi in modo causale. A un gruppo fu chiesto di immaginare di essere stati traditi dal proprio partner. All’altro fu chiesto di immaginare che il partner del loro migliore amico lo avesse tradito.
In seguito gli venne chiesto di rispondere ad una serie di domande che riguardavano la capacità di ragionare saggiamente. In particolare i quesiti riguardavano la capacità di riconoscere i limiti della proprie conoscenze, il cercare un compromesso e la tendenza a considerare le prospettive degli altri.

I risultati hanno confermato l’ipotesi. Le persone che avevano immaginato che il loro migliore amico fosse stato tradito, ottennero un punteggio più alto nel rispondere alle domande. In sintesi, dimostravano una maggiore capacità di ragionare in modo consapevole e di entrare in empatia

I ricercatori non si sono fermati qui. Hanno cercato di comprendere come aiutare le persone a fare un passo indietro e adottare lo stesso approccio saggio anche riguardo a se stessi.

Cosa ti permette di essere più saggio quando pensi ai problemi degli altri?

Hai più possibilità di mantenere una visione d’insieme quando non sei coinvolto in prima persona e non sei pervaso dalle emozioni. Quello che provi rischia di portarti a vedere solo alcuni aspetti mancando di osservare il tutto in modo più ampio.

Quello che ti serve per decidere saggiamente è:

  • il riconoscere i limiti delle conoscenze che hai. Cosa ho bisogno di sapere?
  • trovare il giusto compromesso tra quello che vorresti e quello che il contesto ti permette di fare. Su cosa posso incidere?
  • esaminare i diversi ambiti della tua vita e come cambiano nel tempo. Cosa sta accadendo ora?
  • un approccio pratico che ti permetta di fronteggiare le sfide che il vivere moderno comporta. Soprattutto sotto l’aspetto relazionale. Come posso migliorare questa relazione?
  • comprendere i punti di vista altrui e non radicalizzarti soltanto sul proprio. Questo ti consente di avere una rappresentazione più ampia e sfaccettata di quello che sta accadendo. Quale bisogno muove l’altro?
  • identificare come la situazione si può evolvere nel futuro e le conseguenze a lungo termine delle tue azioni.

Quando consideriamo le situazioni di altre persone questo risulta più facile.

Come fare per diventare più saggio

Ci sono dei trucchi che possono aiutarti a ingannare il tuo cervello per arrivare ad avere la stessa saggezza:

  • quando devi affrontare un problema e non sai da che parte iniziare, sposta l’attenzione da te stesso
  • assumi una posizione da osservatore rispetto a te, guardati da una prospettiva decentrata

La distanza psicologica è la chiave per riuscire ad avere la stessa saggezza che sei in grado di avere quando valuti i problemi degli altri.

In pratica immagina di chiedere consiglio ad un saggio.

Ispirandomi al lavoro svolto da Michael Miller di Six Seconds, ti propongo un esercizio che ti permetterà di applicare il concetto dell’auto-distanza a un tuo problema.

L’osservatore

Guarda te stesso da una posizione esterna, come se fossi un osservatore che ha una visione chiara di quello che sta accadendo.
I passi da seguire:

  • Individua una sfida che attualmente stai affrontando nella tua vita lavorativa, che non abbia una soluzione ovvia e rispetto alla quale non sai ancora che strada prendere.
  • Immagina che questa sia la sfida del tuo amico “Luca”.
  1.  Qual è la sida che Luca sta affrontando?
  2. Cosa sta provando Luca?
  3. Cosa sta pensando?
  4. Come questi pensieri ed emozioni stanno condizionando le scelte di Luca?
  5. Cosa può fare Luca per affrontare questa situazione? Elenca almeno 3 alternative.
  6. Cosa dovrebbe fare Luca?
  7. Cosa farà luca?

Adesso anche tu sai come assumere la prospettiva dell’osservatore.

Assumere una prospettiva di osservazione “terza” ti permette di prendere decisioni praticabili e sostenibili. Questa è un’abilità fondamentale per connettere le tue decisioni con gli obiettivi di lungo termine che sono determinanti per la tua realizzazione personale.

La tecnica di auto-distanziamento di Grossman è uno dei molti strumenti che ti possono aiutare per potenziare la tua intelligenza emotiva.

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Luigi Poto

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