Consigli per superare lo stress da performance

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Indice

A chi non è capitato almeno una volta il “velo delle farfalle”?

Nel fiorente regno di Euphoria, un luogo incantato dove la magia e la musica danzano insieme, una curiosa malattia iniziò a diffondersi tra gli abitanti. Fu chiamata “Il Velo delle Farfalle.” Questo nome era un modo delicato per riferirsi all’ansia da prestazione che aveva afferrato molti talentuosi artisti e musicisti del regno.

Il “Velo delle Farfalle” era una sorta di incantesimo che avvolgeva il cuore e la mente di chiunque si avvicinasse alla soglia della fama o di una performance importante. Coloro che venivano colpiti da questo enigmatico velo, trovavano le loro mani tremanti come ali di farfalle, e la voce, come un sussurro fragile, si spegneva, come se fosse appena sfiorata dalle ali di un insetto.

La notizia della misteriosa afflizione si diffuse rapidamente attraverso le fiabesche contrade di Euphoria, e la gente iniziò a cercare cure e rimedi per sciogliere il Velo delle Farfalle. Saggi eremiti e guaritori elaborarono incantesimi speciali e pozioni curative, mentre giovani e coraggiosi viaggiatori partivano in cerca di rari fiori e strani cristalli che si dicevano potessero placare il potere del Velo.

La principessa Melodia, nota per la sua magnifica voce che poteva toccare le stelle e far danzare le farfalle, decise di sfidare il Velo delle Farfalle, sperando di trovare una via per sconfiggerlo una volta per tutte. Viaggiò nel profondo della Foresta Sonante, un luogo magico e misterioso, e lì, incontrò il Saggio dei Suoni, un anziano che conosceva i segreti più antichi della musica.

Il Saggio insegnò a Melodia che la chiave per superare il Velo delle Farfalle non era cercare di evitare l’ansia, ma abbracciarla con grazia. Spiegò che l’ansia da prestazione era come le ali di una farfalla, delicata e potente allo stesso tempo. Era un’emozione preziosa che aggiungeva una nota di incanto alla performance.

Melodia imparò a trasformare l’ansia in una forza positiva, canalizzando il suo potere verso la sua arte. Scoprì che quando abbracciava l’emozione, la sua voce si elevava ancora più in alto, portando con sé l’incanto del momento. Le farfalle che una volta sembravano paralizzarla, ora danzavano in armonia con la sua melodia.

Quando la principessa Melodia tornò al regno di Euphoria, portò con sé questa saggezza e condivise l’incredibile scoperta con gli altri artisti. Presto, l’intero regno imparò a trasformare il Velo delle Farfalle in un’opportunità magica di esprimere le proprie emozioni più profonde attraverso l’arte.

Da allora, l’ansia da prestazione fu chiamata “L’Incanto delle Farfalle” nel regno di Euphoria. E gli artisti, anziché temerla, la abbracciarono con amore, lasciando che le farfalle del cuore danzassero insieme alle farfalle nel cielo, creando melodie e spettacoli che incantarono per sempre chiunque avesse la fortuna di ascoltarli.

Il velo delle farfalle

Lo stress da performance è una forma di ansia che può influenzare negativamente la vita professionale e personale di ciascuno di noi.

A chi non è capitato almeno una volta il “velo delle farfalle”?

Quando si tratta di lavoro, lo stress da performance può manifestarsi in diverse forme, tra cui l’ansia da prestazione che si verifica quando ci sentiamo sopraffatti dal lavoro e abbiamo paura di non essere in grado di soddisfare le aspettative di chi ci circonda. Un velo appunto che copre la possibilità di attingere alle nostre risorse, alle alternative creative che abbiamo a disposizione per raggiungere il nostro obiettivo o superare la sfida. Questo tipo di stress può tradursi, a volte, in immobilità, rimaniamo congelati come se un mostro ci stesse per attaccare e può portare a non fare scelte, a una scarsa qualità del lavoro che facciamo e a una ridotta soddisfazione professionale. In questo articolo, esploreremo lo stress da performance e la sua influenza sulle nostre prestazioni lavorative, intese non come numeri da raggiungere ma come raggiungimento di quegli obiettivi che contano per noi, identificheremo le principali cause dell’ansia da lavoro e daremo consigli su come superare l’ansia da prestazione.

Comprendere lo stress da performance e l’ansia da prestazione

Nella sfrenata corsa verso il successo e il raggiungimento dei nostri traguardi, è facile perdersi tra i termini simili ma distinti dello “stress da performance” e dell’”ansia da prestazione”. Sebbene entrambi possano manifestarsi in situazioni in cui la prestazione è al centro dell’attenzione, è importante riconoscere le sottili differenze che li separano.

Lo stress da performance è una risposta naturale e fisiologica del corpo di fronte a sfide o compiti impegnativi. È una reazione di adattamento che può fornire la spinta necessaria per affrontare situazioni nuove o difficili. Questo tipo di stress è generalmente temporaneo e può portare a una maggiore concentrazione e attenzione. Tuttavia, se non gestito adeguatamente, lo stress da performance può diventare oppressivo e compromettere le capacità cognitive e fisiche.

L’ansia da prestazione, d’altra parte, è una forma più intensa e spesso irrazionale di preoccupazione legata alla paura di non soddisfare gli standard di prestazione o le aspettative degli altri. Questo tipo di ansia può insinuarsi quando si attribuisce un valore eccessivo al giudizio altrui o quando ci si preoccupa in modo eccessivo di fare brutte figure. L’ansia da prestazione può portare a sintomi fisici come tremori, sudorazione e battito accelerato del cuore, interferendo significativamente con la capacità di lavorare al meglio.

Collegamento tra Stress da Performance e Ansia da Prestazione:

Mentre lo stress da performance può costituire il terreno fertile in cui cresce l’ansia da prestazione, non sono la stessa cosa. L’ansia da prestazione può scaturire da un’eccessiva pressione autoimposta o da un contesto in cui le aspettative sono particolarmente alte. In tal caso, l’ansia da prestazione si sviluppa come una reazione emotiva all’idea di non riuscire a rispettare queste aspettative. D’altro canto, lo stress da performance può derivare da fattori esterni come scadenze stringenti o richieste di performance elevate, ma non necessariamente comporta la stessa enfasi sulla paura del giudizio altrui.

In sintesi, mentre entrambi lo stress da performance e l’ansia da prestazione riguardano il rendimento in situazioni impegnative, sono distinte per natura e impatto. Riconoscere la differenza tra questi concetti può aiutare a gestire meglio le emozioni e le risposte psicofisiologiche associate, consentendo di navigare con successo tra le sfide della vita senza essere travolti da inutili preoccupazioni. La consapevolezza delle proprie emozioni e il lavoro su strategie di gestione dello stress possono aiutare a coltivare un approccio più equilibrato e produttivo alle sfide della vita.

Come lo stress da performance può incidere sulle prestazioni lavorative

Lo stress da performance può giocare un ruolo significativo nel determinare il nostro successo e i nostri risultati e quando gestito in modo inefficace, può causare un effetto a catena negativo sulle prestazioni lavorative. Le sue manifestazioni fisiche e mentali, come la tensione muscolare, la difficoltà di concentrazione e l’ansia, possono ostacolare la chiarezza mentale, la capacità di rimanere focalizzati e la capacità di prendere decisioni informate. Ciò può portare a errori, ritardi e persino a una diminuzione della qualità del lavoro. Inoltre, un livello elevato di stress da performance può compromettere la creatività e l’innovazione, inibendo la capacità di affrontare le sfide con idee fresche e prospettive nuove.

Identificare le principali cause dello stress da performance

Identificare le principali cause di questo tipo di stress è il primo passo per affrontarlo in modo efficace. Esploriamo le fonti più comuni dello stress da performance:

  • Alte Aspettative e Pressione Autoimposta: Le aspettative personali e la pressione autoimposta possono creare uno stress significativo. L’ambizione di eccellere costantemente e superare gli standard precedenti può portare a una costante sensazione di dover dimostrare il proprio valore. L’ansia di non essere all’altezza delle proprie aspettative può innescare uno stress da performance duraturo.
  • Paura del Giudizio e del Fallimento: La paura del giudizio degli altri e la paura di fallire possono esercitare una pressione psicologica considerevole. Il timore che gli altri giudichino negativamente il proprio lavoro o che il fallimento sia una possibilità reale può provocare ansia e stress, influenzando negativamente le prestazioni.
  • Scadenze Stringenti e Sovraccarico di Lavoro: L’affrontare scadenze stringenti e un sovraccarico di lavoro può portare a uno stress da performance. La necessità di consegnare risultati in tempi limitati può mettere a dura prova la capacità di concentrarsi e di produrre lavori di alta qualità, generando tensione e ansia.
  • Mancanza di Controllo e Incertezza: Sentirsi privi di controllo sulle proprie responsabilità o affrontare situazioni lavorative incerte può causare stress da performance. La mancanza di chiarezza su ciò che è richiesto o la sensazione di essere fuori dalla propria zona di comfort possono scatenare sensazioni di insicurezza.
  • Confronto Sociale e Competizione: La tendenza a confrontarsi con colleghi o competitori e la competizione interna possono generare uno stress da performance. Il desiderio di emergere come il migliore o di ottenere riconoscimenti può creare una pressione costante che influisce sulla capacità di esibirsi al meglio.

Strategie per affrontare lo stress da performance

Il primo passo è la consapevolezza di cosa ci accade e quando ci accade e poi occorre acquisire nuove competenze personali per sapersi ricentrare e agire in maniera intenzionale.

  • Consapevolezza: Riconosci le tue fonti personali di stress da performance. Identifica le situazioni, le situazioni o le dinamiche che scatenano i tuoi sentimenti di ansia. Sii specifico nel comprendere quali sono i fattori attivanti della tua risposta fisiologica. Immagina che venga premuto un pulsante che attiva la tua fisiologia, identifica qual è il pulsante che viene premuto.
  • Cambiamenti di Prospettiva: Rivedi le tue aspettative e cerca di adottare una prospettiva più realistica. Sfida la tua mente, che sta producendo tutto questo, attraverso delle domande: È davvero tutto così negativo e difficile? Cosa non sto osservando? Quali sono le mie qualità personali a cui posso attingere in questo momento? Cosa mi ha permesso in passato di farcela?
  • Concentrati sul tuo progresso personale piuttosto che sulla comparazione con gli altri. Se successo vuol dire stare bene con se stessi per aver fatto del proprio meglio, fai del tuo meglio, sii il/la professionista che vuoi essere e lascia andare il pensiero “chissà cosa faranno o diranno gli altri”.
  • Pianificazione e Organizzazione: Organizza il tuo lavoro in modo da evitare sovraccarichi e scadenze stressanti. Una pianificazione efficace può ridurre la pressione e migliorare la qualità del lavoro.
  • Comunicazione: Parla con il tuo manager, parla con i colleghi se ti senti sopraffatto. Chiedi aiuto. Fai richieste specifiche su quello che ti può essere d’aiuto e veicola queste richieste alle persone che posso aiutarti. La comunicazione aperta e costruttiva può portare a soluzioni collaborativi e ridurre l’isolamento.
  • Gestione dello Stress: Impara tecniche di gestione dello stress come la meditazione, lo yoga o la respirazione profonda. Queste pratiche possono aiutarti a mantenere la calma durante situazioni stressanti.

LA TECNICA DELLE RICHIESTE COSTRUTTIVE

La Tecnica delle “Richieste Costruttive” è un approccio che ti aiuterà a presentare le tue richieste in modo chiaro, assertivo e rispettoso, riducendo lo stress associato alla comunicazione e migliorando la tua produttività.

Passo 1: Preparazione e Contestualizzazione: Prima di fare una richiesta, rifletti sulla sua importanza e su come si collega agli obiettivi generali. Considera il contesto e l’umore del destinatario. Una richiesta ben contestualizzata è più probabile che sia ben accolta.

Passo 2: Definizione Chiara dell’Obiettivo: Comincia spiegando l’obiettivo della richiesta in modo chiaro e conciso. Ad esempio, “Vorrei discutere alcuni aspetti del progetto X per ottimizzare la collaborazione del team e migliorare la qualità del lavoro.”

Passo 3: Evidenzia il Beneficio Condiviso: Sottolinea come la tua richiesta porterà vantaggi sia per te che per il destinatario. Ad esempio, “Credo che discutendo questi aspetti possiamo aumentare l’efficienza e ridurre l’incertezza, beneficiando l’intero team.”

Passo 4: Proposta di Soluzioni: Offri delle possibili soluzioni o suggerimenti che dimostrano il tuo impegno e il tuo contributo alla situazione. Ad esempio, “Ho pensato a qualche idea per affrontare queste questioni, e mi piacerebbe sentire la tua opinione in merito.”

Passo 5: Chiedi il Feedback e la Collaborazione: Chiedi al destinatario il suo parere e coinvolgilo nell’elaborazione della soluzione. Ad esempio, “Cosa ne pensi? Hai delle idee su come possiamo migliorare ulteriormente questa situazione?”

Passo 6: Mostra Apertura all’Ascolto: Dimostra che sei aperto a discutere ulteriormente e ad apportare modifiche alle tue richieste in base ai feedback ricevuti. Ad esempio, “Sono aperto a qualsiasi suggerimento o modifica che tu possa avere. Voglio che sia una soluzione che funzioni per entrambi.”

Passo 7: Esprime Apprezzamento: Concludi esprimendo gratitudine per il tempo e l’attenzione del destinatario. Ad esempio, “Apprezzo molto che tu abbia dedicato del tempo a questa discussione. Grazie per la tua disponibilità.”

La Tecnica delle “Richieste Costruttive” è un modo potente per fare richieste efficaci e ridurre lo stress da performance legato alla comunicazione al lavoro. Combinando chiarezza, rispetto e apertura, puoi instaurare un dialogo positivo con manager e colleghi, promuovendo una cultura di collaborazione e benessere.

Anche tu hai gli strumenti per trasformare il tuo velo in un incanto.

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Luigi Poto

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